lunedì 12 maggio 2008

allacciare i contatti

alzare il telefono, mandare un'e-mail, passare a trovare senza neanche avvertire, salutare toccandosi velocemente il cappello e poi fermarsi a parlare un'ora, mandare un sms.
e ancora, chiedere a un'altra persona di portare i nostri saluti, lasciare un foglietto volante sotto il tergicristallo della macchina che si è riconosciuta tra quelle posteggiate, sbracciarsi dall'altro lato della strada. e così via.
sono molte le maniere che abbiamo per riallacciare un contatto, per far vedere che si pensa una persona. e per farsi pensare e rispondere.
la maniera che vogliamo notare oggi, usata ma non sempre ragionata, è quella di inoltrare un allegato. e quando non capita, magari, anche andarlo a cercare apposta per inoltrarlo. e la qualità del contatto, del rapporto con la persona, è data dalla qualità dell'allegato.
ci sarà, dunque, chi gira una foto delle sue vacanze, chi una catena con richieste di aiuto di persone inesistenti, chi ancora una presentazione divertente che divertente lo è quasi mai, chi un elenco di mostre d'arte moderna, chi un programma di teatro particolarmente interessante e chi, infine, il post di oggi in formato pdf, scaricabile da questo link.
provateci: vi aspetta un figurone. e la persona che lo riceverà non potrà fare a meno di rispondervi grata ritrovando con voi l'antica usanza.

giovedì 8 maggio 2008

elvis è vivo

il mercato della comunicazione sta diventando un terreno di scontro con poche regole: capita che i forum di discussione siano alimentati da persone addirittura pagate per farlo, non solo da sedicenni poco indaffarati a far altro; i corporate blog, poi, sono l'ultima moda: bellissimi esercizi di stile per lasciar cadere informazioni da far girare, spunti che seguano poi percorsi precisi o gossip commerciali studiati ad arte. e poi, chi non si merita oggi un'officina creativa tutta per sé? teste pensanti (non tutte), think tank che tirino fuori la killer application del futuro e che forgino scenari cui scrivere in coda beta o 2.0. se una cosa la fa il mio concorrente, la voglio anch'io: effetto bandwagon (il carro del vincitore), per cui se tutti dicono che elvis è vivo, forse davvero da qualche parte il cantante di tupelo sarà (per lo stesso motivo, chi non ha dato dei soldi a steve jobs, ultimamente?). risultato: il fattore psicologico per cui tutti con internet possono dire la loro ha fatto davvero miracoli, per i lungimiranti; dei danni, alle aziende più sprovvedute. e siccome ognuno ha il diritto di sentirsi importante, l'uomo time dell'anno 2006 ero io (o anche voi): lo diceva la copertina. proprio perché ho un blog in cui dire come mai ce l'ho (il blog), un account su youtube in cui mostrare come anche il mio gatto sappia miagolare e un po' di spazio su flickr per mostrare le mie foto di fiori e tramonti. i più geniali si spingono fino a scrivere e vendere libri in cui raccontano come hanno fatto i soldi: vendendo quei libri. quello che prima era un vorticare di commenti, domande, voci e rincorrersi di pareri, diventa ora qualcosa di statico, organizzato, che tutti possono consultare e che dà vita a un gruppo di persone (una community) che continua a riconoscere interesse nei confronti di uno stimolo iniziale. la spinta si auto-alimenta e replica se stessa: ecco perché chiamiamo virale questo modo virtuoso di fare le cose. alla fine contano sempre le solite 3t: tempo, energia e immaginazione (non torna, è vero; ma ci sono sempre 3 di qualche lettera); e non compaiono più i soldi. questa è la vera rivoluzione: l'immaginazione al potere (e in particolare, all'ufficio marketing).
nella foto: brownie wise, general manager di tupperware, lancia un contenitore riempito d'acqua, smithsonian archives center, national museum of american history, washington, d.c., 1954

lunedì 5 maggio 2008

gestione del vuoto

alla metà del 1600 miyamoto musashi scriveva che un bravo guerriero deve saper padroneggiare alla perfezione i cinque anelli che compongono l'universo: terra, acqua, fuoco, vento e vuoto.
la gestione del vuoto è di sicuro l'abilità più affascinante; le altre quattro stanno a significare che un condottiero non può prescindere dal conoscere il mondo in cui opera e in cui combatte. deve sentire sue sia le cose che vede, sia quelle che non vede: come il vuoto, appunto; che è saggezza, conoscenza e, nel 2008, è anche brand awareness.
forse il samurai buddista non intendeva proprio questo in particolare, quando scrisse il suo trattato, ma ci piace essere noi a sancire nuovamente il parallelo tra ciò che è marziale e ciò che invece è marketing; è funzionale sapere che il condottiero è lo stratega del marketing: convincere a comprare un prodotto è il suo drago.

lunedì 28 aprile 2008

wikipedia 2020

martedì 22 aprile 2008

il fast food di prima dei fast food

il fast food del pleistocene erano gli animali che correvano più veloci.